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ASSOCIAZIONE CALCIO AREZZO
Fondata nel 1923, fallì durante la stagione 1992-93
con il nome di Unione Sportiva Arezzo e venne
rifondata nel 1993 ripartendo dal Campionato
Nazionale Dilettanti. Data storica per i tifosi
aretini è il 10 settembre 1923, giorno in cui presso
il "Caffè del Vapore" della città toscana un gruppo
di giovani amanti del calcio fonda la Juventus Foot
Ball Club Arezzo. La prima divisa è arancione con
calzoncini neri. Giuseppe Giannini è il primo
presidente, mentre viene disposto che i giocatori
versino 50 centesimi al mese a testa per mantenere
la squadra. Nonostante gli scarsissimi mezzi
iniziali, l'entusiasmo non manca. Negli anni a
seguire la squadra guadagna discreti piazzamenti nei
campionati inferiori e vi si aggregano alcune
compagini locali: così il 9 settembre 1930 nasce
l'Unione Sportiva Arezzo, con Umberto Bondi quale
presidente. L'U.S. milita alcune stagioni in II e
III divisione, ma nel 1933-34 la squadra viene
sciolta per le dimissioni del presidente Bianconi e
ricostituita in III divisione col nuovo nome di
"Fascio Giovanile Arezzo". L'anno successivo la
squadra viene ribattezzata "Littoria" e viene
inquadrata nella neonata serie C, in seguito alla
riorganizzazione del campionato. Al tradizionale
nome di U.S. Arezzo torna solo dopo la fine della
Seconda Guerra Mondiale. Proprio nei primi anni del
dopoguerra vengono scritte le prime pagine gloriose
della storia dell'U.S. Arezzo. Nel campionato di
Serie C 1947-48 l'Arezzo, allenato dall'ungherese
Harpad Hajos, stravince con ruolino di marcia
impressionante il girone N. Purtroppo gli amaranto
non passano gli spareggi per la Serie B, ma la forza
della squadra di Hajos è stata messa in evidenza in
modo eclatante, grazie anche ad una strepitosa
partita con la Nazionale. Gli anni seguenti sono più
modesti, e l'Arezzo cade in una grave crisi
economica, culminata nel 1953 con la retrocessione
in Promozione: è solo grazie alle capacità del
presidente Simeone Golia, eletto nel 1956, che
l'Arezzo torna, nel 1958, nel campionato di serie C.
Nel settembre 1961 si dota del nuovo e attuale
Stadio Comunale. La società amaranto conosce il suo
primo, vero, momento di gloria nella stagione
1965-66 quando, guidata da Cesare Meucci, coglie la
prima promozione in Serie B. Il presidente è Simeone
Golia, che, dopo essere tornato al vertice della
società dopo due anni di presidenza di Mario Lebole,
trasforma l'U.S. Arezzo in S.P.A. La permanenza tra
i cadetti dura però una sola stagione. Ma già nel
1968-69 giunge la seconda promozione, con
l'allenatore Omero Tognon. L'anno dopo la salvezza
arriva per un soffio, con l'Arezzo che giunge 14°
dopo aver collezionato ben 24 pareggi. Gli anni a
seguire sono ben più rosei: nel 1970-71 la squadra
si piazza addirittura 7°; l'anno dopo giunge uno
degli uomini più importanti per l'Arezzo, Francesco
Graziani, che trascina la comitiva a suon di gol.
Nel 1974-75 l'Arezzo torna in serie C, nonostante la
società avesse annunciato, ad inizio stagione, di
avere allestito una squadra capace di volare in
serie A. Una serie di scelte tecniche sbagliate, la
squalifica del campo per cinque giornate e alcune
incomprensioni societarie, con l'avvicendamento di
ben tre presidenti, creano i presupposti della
retrocessione. Il ritorno tra i cadetti arriva solo
sette anni dopo, al termine della stagione 1981-82,
con la squadra allenata da Antonio Valentin
Angelillo e trascinata dal bomber Tullio Gritti. Una
stagione preceduta dalla conquista della Coppa
Italia di Serie C, nel giugno 1981, dove l'Arezzo
supera in finale la Ternana. L'anno dopo gli
amaranto guadagnano un'ottima salvezza, ma la
stagione d'oro è il 1983-84, quando l'Arezzo giunge
quinto, a soli 5 punti dalla zona promozione. Nel
1987-88 l'ennesima delusione: la società costruisce
un organico da A e alla fine l'Arezzo sprofonda in
C1. Negli anni seguenti nonostante tutti gli sforzi
e gli acquisti di calciatori di buon livello come
Briaschi, Zoppis, Strukely, Tovalieri e Dell'Anno,
l'U.S. Arezzo non riesce a riconquistare la Serie B.
L'U.S. Arezzo disputa la sua ultima stagione
sportiva nel 1992-93 che culmina con il fallimento e
l'esclusione dal campionato in corso. Nell'estate
1992 il club viene acquistato da una pseudo-cordata
di imprenditori romani che si appoggia al direttore
sportivo Enzo Nucifora. L'organico è affidato a
Domenico Neri e pur contando elementi di buon
livello si rivela inadeguato alla situazione,
sprofondando rapidamente in classifica. La dirigenza
e il "Comitato di Sostegno" che sorreggono la
pericolante compagine amaranto cercano di
risollevare la squadra chiamando in panchina Aldo
Cerantola che però lascia dopo appena una giornata.
Neri torna per poche e deludenti giornate, poi
Nucifora tenta la "carta" Antonio Pasinato:
nonostante i buoni propositi il cambio di allenatore
non porta nessun buon risultato e, dopo un litigio
con Patta, Pasinato lascia Arezzo. Il campionato
pare ormai compromesso e il nuovo allenatore, il
locale Mario Rossi, può far ben poco per risollevare
una situazione ormai critica. A poche giornate dalla
fine viene presentata, da parte di un ristorante,
un'istanza di fallimento ai danni dell'U.S. Arezzo.
Nonostante i tentativi dell'ex-presidente Benito
Butali di salvare la situazione, il 17 aprile 1993 è
decretato il fallimento della gloriosa società
amaranto. Nessuno si presenta per chiedere
l'esercizio provvisorio e la FIGC revoca
immediatamente l'affiliazione alla società amaranto,
che viene esclusa dalla Serie C1 a 7 giornate dalla
conclusione. All'Arezzo sono revocati tutti i
risultati ottenuti sino ad allora. Alla notizia
della radiazione, quasi tutti i giocatori non
perdono tempo nel trasferirsi altrove a parte poche
eccezioni. La tifoseria reagisce con dolore, ma
anche con grande compostezza e senza intemperanze,
alla cancellazione del sodalizio amaranto. In città
vengono suonate le campane a morto, affissi annunci
mortuari. La notizia del fallimento trova risalto,
sia pur per breve tempo, su tutti i supporti
mediatici dell'epoca, dato l'indiscutibile prestigio
acquisito dalla società nei suoi 70 anni di storia.
Torna allora alla ribalta Ciccio Graziani, che con
altri soci fonda l'Associazione Calcio Arezzo e
riesce ad iscriverla al Campionato Nazionale
Dilettanti. Nel 1995-96 arriva sulla panchina
amaranto il pressoché sconosciuto Serse Cosmi. Il
nuovo mister compie un autentico miracolo: a fine
stagione l'Arezzo ha stravinto il proprio girone
volando in C2, mentre nel 1997-98 si aggiudica i
play-off del girone B e torna in C1. Il gruppo di
Cosmi è una squadra tonica, forte, guidata dal
bomber Corrado Pilleddu, dall'indimenticabile
capitano Lauro Minghelli e punta decisamente in
alto. Nel 1999-2000, trascinato dai goal di Fabio
Bazzani, fallisce la promozione in B ai play-off e
per la stagione successiva, mentre Cosmi si è
accasato al Perugia portandosi dietro Bazzani,
chiama l'ex campione del mondo Antonio Cabrini in
panchina. Anche in questo caso ottimo campionato
terminato con la sconfitta ai play-off , che lascia
ben sperare per le stagioni seguenti. Stagioni che
invece saranno a dir poco sciagurate, con l'Arezzo
salvo ai play-out nel 2001-02 e ripescato, dopo
essersi piazzato ultimo, nel 2002-03. Prima del
ripescaggio il presidente Piero Mancini dichiarava
di voler costruire un organico per il pronto ritorno
in serie C1. Chiama così in panchina Mario Somma,
che zittisce chiunque lo giudicava troppo poco
esperto: l'Arezzo, guidata dal nuovo bomber Elvis
Abbruscato e dal capitano Matteo Serafini, stravince
il girone A della Serie C1 e dopo 21 anni torna in
Serie B. A fine stagione l'Arezzo si incontra col
Catanzaro, vincitore del girone B, per la Supercoppa
di Lega Serie C1, e vince rifilando un 3-0 agli
avversari in casa e un 1-0 in Calabria. La stagione
2004-05, con Pasquale Marino in panchina, ha
permesso all'Arezzo una pur difficile salvezza,
grazie al 3-0 imposto al Vicenza nell'ultima di
campionato. Nella stagione 2005-06 l'Arezzo, passato
sotto la guida di Elio Gustinetti e guidato dai goal
di Antonio Floro Flores, ha presto guadagnato la
matematica salvezza ed ha concluso brillantemente il
campionato al settimo posto, mancando per la
differenza reti l'accesso ai play-off. Nella
stagione 2007-2008 l'Arezzo giocherà nel girone B
del campionato di serie C1. DATI SOCIETARI E
STATISTICHE
Nome: Arezzo
Nome esteso: Associazione Calcio Arezzo
Anno di fondazione: 1923
Anno di Rifondazione: 1993
Città: Arezzo
Indirizzo: Viale Gramsci
Telefono: 0575.20160
Fax: 0575.353052
Web:
www.arezzocalcio.it
Colori sociali: Amaranto
Stadio: Comunale (15.128 posti)
Trofei nazionali: 1 Coppa Italia di Serie C e 1
Supercoppa di Lega Serie C1
Trofei Internazionali: 0
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